lunedì 21 maggio 2012

ABC TOYS: IL VIDEO DELL'INAUGURAZIONE!



Toys di:         

-Simone Penna 
-Alessandro Pagliari
-Dario Alessandretti
-Gloria Guindani
-Sara Magni Persegani
Abecedari:   
-Angelica Altamirano                          
-Simranjit Kaur
-Natthawut Ardenghi Chaikaen       
-Anuj Kumae
-Michele Arena                                    
-Loris Leggieri
-Jonathan Bobbi                                   
-Martina Marconi
-Alessandro Bolognesi                        
-Jonathan Merlini
-Matteo Cavedo                                  
-Edoardo Palmisano
-Ossama Chaid                                     
-Andrea Pellegrino
-Natalia Cononcenco                         
-Jessica Pinferetti
-Cristina Cotofana                               
-Alex Racman
-Cristofer Filipescu                            
-Cinzia Rozzi
-Manpreet Kaur                                  
-Patrick Verona

L'INAUGURAZIONE DI ABC TOYS...


"Sono davvero contenta della riuscita di questo evento, perchè non sembra un lavoro scolastico, e non ha nulla da invidiare alle mostre serie (ma poi, ci sono mostre serie? forse ci sono mostre fatte con il cuore, e questo fa la differenza...) Tutto è stato studiato nel dettaglio, dalle basi espositive all'allestimento, e il risultato c'è, e si vede."
Quelle sopra sono le parole di Siria Bertorelli, curatrice assieme a Filippo Lottici del laboratorio prima, dell'allestimento poi, che ha coinvolto i ragazzi del III e del IV anno grafico dello IAL di Cremona (per chi non lo sapesse, lo IAL è un centro di formazione professionale della provincia). Una piccola mostra-installazione per dei ragazzi che hanno lavorato, per quel che ho potuto vedere, seriamente e soprattutto con entusiasmo, per esprimere un'idea efficace e contemporanea. Io vado matto per i designer toys, spesso definiti semplicemente toys, terminologia inglese che include piccoli o grandi personaggi da collezione fabbricati con materiali come vinile, plastica, legno e stoffa, e che dagli anni '90 hanno praticamente conquistato il mondo, inaugurando allo stesso tempo una vera e propria corrente artistica. In questo caso Filippo Lottici ha aiutato i giovani designers nella creazione del personaggio, fino alla forma definitiva poi convertita in un modello digitale tridimensionale, che un'azienda ha "stampato" usando un materiale plastico. Per quanto piccole, le creature sfornate ed esposte nella Specie di Spazio hanno il classico appeal dei pupazzi di cui si parlava prima, riuscendo a non sfigurare affatto nel confronto con i personaggi creati da artisti che lavorano nel settore da molti anni. 






Non meno piacevole lo strano cruciverba di fotografie che addobba le pareti della nostra stanza in Piazza Roma 36: l'ABECEDARIO STRADALE; quattro serie di frames che raccontano la ricerca delle lettere del nostro alfabeto nella città - un compito che qualcuno potrebbe definire semplice e in cui l'immaginazione riveste un ruolo secondario, ma il risultato è impressionante e stimola la fantasia, viene voglia di seguire le orme dei ragazzi e andare a scoprire i luoghi in cui hanno "rinvenuto" la famosa lettera, quando non addirittura inventata di sana pianta attraverso artifici come ombre, incroci di alberi e trovate di questo tipo che ci ricordano come una mente sveglia può tutto.
DCF
























venerdì 20 aprile 2012

IL BIANCONIGLIO A CREMONA!


Il coniglio bianco nasce tra le pagine di un diario. Un quaderno su cui annoto ogni pensiero personale. Il coniglio infatti è il simbolico personaggio che riflette la mia persona. Inizialmente erano solo frasi, poi conversazioni; successivamente, ho realizzato i disegni. Il coniglio bianco è un personaggio che racchiude in sé sfaccettature differenti; alle volte si mostra gentile, altre volte prova pietà altre ancora rabbia o profonda solitudine, il tutto raccontato senza inibizione e all'occorrenza con parole e immagini dal contenuto diretto e cruento. 

Parole di Sabina Meschisi, da tempo assidua sostenitrice dello Spazio, che è venuta a trovarmi a Cremona per essere fotografata e videoripresa nelle vesti, nelle carni, del suo Bianconiglio. Qualcuno si è fermato per chiedere informazioni, qualcuno ha scattato foto da lontano, qualche bambino ha agitato la mano in segno di saluto...ma il Bianconiglio non ha risposto a nessuno di questi stimoli e ha tirato dritto sulla sua strada. Qui, è documentato un pezzo di quella strada.

DCF







Qui sopra, un video ed alcuni dei miei scatti del BIANCONIGLIO; sotto, un po' di illustrazioni  di Sabina Meschisi inerenti il personaggio da lei inventato e da cui è posseduta. Altre cose sue le trovate a questo link.



lunedì 9 aprile 2012

RISENTITE SPONDE, ODISSEE NELLO SPAZIO, SFIORAMENTI DI IDEE SULL'UMANITA' ...


"mentre questo cielo d'inverno
scatena l'inferno
nell'anima
torno a sorridere..
perchè questa desolazione
è la compagnia migliore
che abbia mai potuto desiderare"
Così scrive Isidoro Gandaglia su uno dei pannelli di nero-che-dirada-nel-bianco sospesi in aria intorno a una forma umana nascosta da un lenzuolo bianco; così si riscrive e si sintetizza il percorso di Roberta Pavel e della sua amica-modella Silvia Schiavetta. Dunque: alle pareti, le fotografie di una ragazza che in parte si nasconde e in parte si concede non sotto ma in un panneggio bianco, contrapposta alla bellezza malinconica degli esterni e degli interni di cascine in rovina della pianura padana - poi, nel centro della Specie di Spazio, l'installazione di cui sopra. RISENTITE SPONDE è il titolo di questo insieme, o forse no, forse è il titolo di qualcosa d'altro.
Perchè ho iniziato con uno dei testi di Isidoro? Che volevo dire? Forse mi ha ricordato il cielo uggioso del giorno dell'inaugurazione, il vento e il freddo liberatori, che puliscono la città dai miasmi ammorbanti; forse perchè si parla di desolazione, e se il riferimento è ai luoghi del silenzio e del ricordo, ai ruderi, dove ci si rifugia quando si vuole scappare dal rumore, dalla mondanità, allora io non posso fare a meno di associare la desolazione anche al nostro piccolo mondo, lo Spazio, in cui si sta bene quando si è pochi-buoni, quando si riesce a scambiare due pensieri con qualcuno senza che il più chiassoso si prenda la parola, dove nascono amori e finiscono amicizie, dove si stipulano contratti di fedeltà e dove si conosce l'amarezza dell'invisibile agli occhi. Forse il punto è proprio questo, nell'arte (si può dire arte? massì, basta che non sia fatto d'arte); forse la preparazione dell'evento che culmina nell'inaugurazione, passando per la conoscenza fra gli individui, nella meravigliosa fase dell'allestimento, è un processo accelerato di nascita-vita-morte, forse l'eggregoro dura quanto dura il momento che precede la celebrazione, la festa, che poi è la presentazione del bambino al mondo. E dopo ognuno può giungere alle sue conclusioni, discutere, forse cercare invano la voce di quella sera, il pensiero radicale libero che qualcuno aveva urlato dall'angolo, forse qualcuno ha scoperto che l'arte non è interessante, che nel nostro spazio non c'era arte, ma solo magia, e ricerca di stupore, forse qualcuno tornerà e troverà solo mozziconi di un istante perduto. Tante persone, tante vite, che danno legittimazione, ma anche tante occasioni da prendere o lasciare.
Ma, come dice Isidoro:
"la speranza si accende
negli occhi,
e come fiamma divampa!
una nuova forza si fa largo dentro me...
ora posso vedere chiaramente l'orizzonte
consapevole di poterlo raggiungere"
Ogni momento collettivo, culmine di un momento intimo, condiviso con pochi, e barattato per il pubblico, è un momento importante, sia per chi è un navigato mestierante dell'arte sia per chi sta solo sperimentando se stesso in un mondo di idee ancora senza controllo. L'opera resta lì, da sola, quando tutti se ne vanno - un manichino imprigionato da parole che cingono uno spazio circolare, una ragazza che guarda fuori dalle stampe fotografiche in cerca di un volto che la osservi di rimando - resta là fino al giorno settimanale d'apertura, resta là in attesa, sulle sponde del tempo. Che sono risentite, ma non si sa perchè.
DCF




Sopra: Isidoro Gandaglia; sotto: Roberta Pavel e Silvia Schiavetta - ultime fasi dell'allestimento


 



In alto: foto di Roberta; sotto: uno dei testi appesi di Isidoro; a seguire: "scorci" di RISENTITE SPONDE

Sopra: Roberta Pavel; sotto: Isidoro Gandaglia


I "papiri" di Isidoro Gandaglia, andati letteralmente a ruba - nel senso che le copie da consultazione sono state selvaggiamente depredate...



Momenti di inaugurazione...ma il video è più esaustivo
RISENTITE SPONDE come 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO in un'ispirata interpretazione di Andrea Parisi
Il "cielo d'inverno" che ha accompagnato la giornata inaugurale...
  Come al solito, altre foto sul nostro flickr.